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Milano - Era stata proposta dai gruppi di opposizione per le dichiarazioni dell'Assessore sul tema dell'omosessualità durante un'intervista radiofonica.
Respinta la mozione di censura all'Assessore Romano La Russa

Il Consiglio regionale ha respinto, con 38 voti, una mozione di censura all’operato dell’Assessore Romano La Russa, proposta dai Gruppi di opposizione per alcune dichiarazioni sul tema dell’omosessualità, rese dall’Assessore nel corso di una intervista radiofonica lo scorso 20 marzo (ai microfoni de “La Zanzara” n.d.r.).
“Le affermazioni dell’Assessore, personalità pubblica in un contesto pubblico, sono omofobe - ha spiegato Stefano Zamponi (IdV), primo firmatario della mozione - e come tali lesive dei diritti personali e discriminatorie. Prefigurano un comportamento ingiurioso, inopportuno e intollerante, contrastano con la Carta di Nizza dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e appaiono particolarmente meschine alla luce del messaggio del Presidente della Repubblica Napolitano pronunciate nella Giornata mondiale contro l’omofobia. E’ in gioco il rispetto di principi fondamentali”
L’Assessore La Russa ha dichiarato: “Questa è l’ennesima dimostrazione di come si può interpretare un discorso, estrapolando solo qualche parola e costruendo una verità secondo il proprio comodo. Sono state infatti riprese mie frasi stralciando quanto ho detto all’inizio della trasmissione”. La Russa ha chiarito il suo pensiero affermando la propria tolleranza verso ogni tipo di tendenza sessuale e, d’altro canto, il suo “non gradimento” per l’ostentazione della propria sessualità (sia essa omo o eterosessuale) “che in certi gruppi culturali assume toni di pressione e può urtare la sensibilità di chi si annovera fra i moderati”. “Non ho mai inteso considerare l’omosessualità come un morbo, certamente però ribadisco il parere che la coppia dovrebbe formarsi fra due persone in grado di procreare”, ha aggiunto l’Assessore, manifestando il suo dissenso “dalle forme di relativismo culturale che tanti danni hanno procurato alla nostra società”. Entrando nel merito La Russa ha ricordato che esistono correnti di pensiero scientifico contrastanti riguardo l’omosessualità e alcune di queste non escludono che possa essere considerata una “specie di disordine” da cui è possibile uscire con un percorso di cura. “L’Aula può censurare le mie parole, ma non il mio pensiero “, ha concluso l’Assessore.
Nel corso del dibattito, sono intervenuti anche i consiglieri Gian Antonio Girelli (PD) (che ha affermato: “chi fa parte delle istituzioni dovrebbe correggere le storture e le violenze presenti nella società, non amplificarle”), Arianna Cavicchioli (PD) , che ha chiesto che l’Assessore riconoscesse il suo errore e si scusasse, Giulio Cavalli (Sel) (“ci sono limiti etici, scientifici, giuridici e scientifici e l’Assessore li ha superati”) Carlo Borghetti (PD) e Chiara Cremonesi (Sel).
Per la maggioranza, il capogruppo PdL Paolo Valentini ha dichiarato che non esiste, né esisterà mai, alcuna intenzione discriminatoria nei confronti di alcuna persona o gruppo di persone. “La Russa non ha detto che l’omosessualità è una malattia – ha chiarito- ma che la discussione è aperta”. D’altronde, ha affermato Valentini, l’argomento è complesso e il tema, cui è connesso il tema della famiglia ( “che non è nè di destra nè di sinistra”) non può essere ridotto ad un dibattito consiliare di un’ora.

Martedi 17 Aprile 2012


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